Liste d'attesa troppo lunghe, infermiere 'sospeso dal servizio di elisoccorso' perché non riesce a fare una visita di idoneità. Il sindacato: "E' inaccettabile"
Un infermiere è stato sospeso dal servizio di elisoccorso perché “non in grado di produrre la documentazione richiesta” dal medico competente in tempo utile al rinnovo del giudizio di idoneità. Il sindacato ha denunciato la vicenda e spiegato di aver già sottoposto la questione ai vertici dell'Apss ma senza ottenere risposte

TRENTO. “Le liste d'attesa bloccano anche un infermiere dell'elisoccorso” a denunciarlo in queste ore è la Funzione Pubblica della Cgil che ha raccontato cosa è successo attraverso una nota.
I tempi delle liste di attesa in Trentino sono fonte di costante preoccupazione per cittadini e gli addetti ai lavori: visite specialistiche ed accertamenti di diagnostica spessissimo vengono procrastinati rispetto ai tempi previsti e alle necessità e urgenze.
“La recente rilevazione Agenas certifica, a tal proposito – spiega il sindacato - le costanti difficoltà soprattutto per gli esami radiologici Tac, cardiologia e ortopedia. Se tutto ciò è motivo di allarme per le conseguenze sulla salute dei cittadini in termini di prevenzione e sui carichi di lavoro sul personale del tutto insufficiente ai fabbisogni di salute sul territorio, è maggiormente inaccettabile quando si traduce in motivo di sospensione dal servizio per lo stesso personale sanitario che deve documentare – con appositi accertamenti sanitari prescritti dal medico competente – la propria idoneità per esercitare le attività”.
Secondo quanto ricostruito da Fp Cgil, un infermiere è stato sospeso dal servizio di elisoccorso perché “non in grado di produrre la documentazione richiesta” dal medico competente in tempo utile al rinnovo del giudizio di idoneità, malgrado lo stesso “si fosse ampiamente attivato per prenotare gli esami prescritti” scontrandosi, come tutti i cittadini, nei lunghissimi tempi di attesa che rendono impossibile l’accertamento nei tempi richiesti.
“Si tratta di una situazione tanto paradossale quanto inaccettabile, che determina due conseguenze immediate, il danno per il lavoratore che non può svolgere il servizio di elisoccorso (addetto, in questa fase di attesa, al servizio di centrale operativa), ma anche per il servizio stesso, che perde una unità tra le 17 previste, un professionista essenziale per i servizi di emergenza” denunciano il segretario di Fp Cgil, Luigi Diaspro, con Marco Cont, funzionario sindacale che segue il settore.
Il sindacato spiega di aver già sottoposto la questione ai vertici dell'Apss ma senza ottenere risposte. “Sta di fatto – spiega la Cgil - che il professionista è stato costretto a prenotarsi una visita privata, con l’incognita dei costi a suo carico, per accorciare i tempi di attesa e poter riprendere al più presto il proprio lavoro. Vanno trovate soluzioni urgenti, perché al di là della questione specifica, garantire i tempi necessari per gli accertamenti sanitari di idoneità al servizio sanitario dovrebbe essere un imperativo dell’Azienda, in una stagione oggettivamente caratterizzata dalla carenza di personale, che andrebbe per questo supportato e non abbandonato a se stesso. Anche queste sono leve concrete di attrattività del sistema”.













